Ren – la parola

Nella tradizione geroglifica egizia, il termine REN (la parola) si trascrive nel seguente modo:

R – N

Al glifo della bocca (lettura R) segue quello della N, rappresentante un’onda energetica. Nello specifico l’ideogramma vuole esprimere l’idea della parola come forza che viene emessa dal nostro corpo per mezzo della voce. Quell’onda dagli spigoli pungenti indica l’incisività, il potere trasformativo della parola. Essa può portare bene, quando è una buona parola, e dunque accompagnare sollievo, consolazione, felicità, rallegramento. Così come invece una parola cattiva può incidere negativamente sulle persone e sull’ambiente dove viene espressa.

Era dunque, per gli antichi egizi, importante l’idea del controllo della parola, poiché il suo effetto era considerato materiale ed incisivo. Il buon Pitagora, formatosi in giovane età ai misteri egizi, sottolineava l’importanza della regola zoroastriana “buoni pensieri, buone parole, buone azioni”, perché aveva coscienza di quanto sono potenti le parole.

Evitiamo di parlare a vanvera e diamo sempre il giusto peso a ciò che esponiamo, perchè la parola è incisiva, è creante, è trasformativa.

Giuseppe Barbera

L’eredità dell’Ordine Osirideo Egizio

E così, anche questa eredità è giunta a me. Il mio maestro, tramite atto notarile, fece testamento e designò un procuratore alle sue volontà. Questi mi ha convocato per consegnarmi le pratiche dell’Ordine Osirideo Egizio e della Scuola Ermetica, i timbri e gli oggetti sacri, con le istruzioni del maestro. Questa eredità non è per me una sorpresa: già tempo fa Ugo Cisaria mi convocò perché lo aiutassi nelle sue ultime difficoltà terrene e per informarmi di tutto ciò che fosse necessario per portare avanti la direzione del filone sacerdotale antico dal quale discendiamo. Si tratta di quel filone connesso al sacerdote Olimpio, rivoluzionario di Alessandria d’Egitto che rifiutava la conversione forzata al cristianesimo e che riparò a Napoli, filone che giunse fino al maestro Giuliano Kremmerz (chi vuole può approfondire tutte le dinamiche storiche, ben correlate di fonti, in questo testo:  https://www.amazon.it/silenzio-Permanenze-tradizione-esoterica-egizia/dp/8895063708 ) e da Kremmerz è continuato fino al mio maestro Ugo Cisaria (è possibile consultare la documentazione di tale regolare trasmissione su questo testo: https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__ordine-egizio-e-la-miriam-di-giuliano-kremmerz.php# ) e dal mio maestro, in maniera assolutamente regolare, giunge fino a me.

Riorganizzare l’Antico Ordine Osirideo Egizio non sarà facile, necessita epurare dalle sue pratiche ciò che si è infiltrato nel corso dei secoli, come materiali cabalistici che in realtà hanno origini diverse in percorsi che cercavano di pescare da sapienze tradizionali più antiche ma che erano utili ad evitare condanne in periodi di persecuzioni (la cabala infatti era una scienza lecita per l’inquisizione). Tuttavia la mia persona è stata scelta perché considerata adatta a compiere una sì importante opera.

Così come oltre vent’anni fa riuscii a ricostruire l’intero impianto rituale romano, ed i suoi validi risultati sono oggi visibili nella riedificazione dei templi e nei grandi risultati della Pietas, in questi anni mi spetterà l’ardua impresa di riconsegnare all’Ordine Osirideo la sua purezza originaria.

Non vi spaventi questo mio ulteriore impegno: ciò non mi allontanerà né mi distrarrà dalla Tradizione Romana e dal ruolo di Pontefice Massimo della Pietas, al quale mi elesse il suo Senato Spirituale Romano, l’organo composto dai sacerdoti più evoluti della Comunità Gentile. Anzi, così come l’Egitto con la sua Tradizione venne sotto il controllo di Augusto, allora Pontefice Massimo dei Romani, oggi la sorgente del Nilo torna a versare le sue acque, insieme alla sorgente del Tevere, a favore della Dea Roma, come idealizzò Michelangelo Buonarroti quando sul Campidoglio, al fianco della Dea Roma, pose le statue del Genio del Tevere e del Genio del Nilo.

L’Ordine Osirideo Egizio, improntanto sui valori di meritocrazia iniziatica, si pone aperto a collaborare con persone pie e di buona volontà, per continuare la sua Opera a favore della Tradizione.