Approccio al Sacro

L’approccio al sacro è un’esigenza insita nello spirito dell’essere umano.

Ogni persona cerca la sua via e v’erge una forza a guida, sia essa il razionalismo più puro di un ateo od il misticismo sfrenato d’un fanatico religioso. Ma rimembriamo che la sapienza degli antichi romani recita: “in medio stat virtus”. La virtù sta nel mezzo, pertanto l’uomo sano è colui il quale trova il suo equilibrio nel punto medio tra due estremi. Chi fa ciò realizza un processo interiore che incomincia dalla mente; il pensiero è il primo mezzo che l’individuo utilizza nel suo cammino verso il Sapere. La “meditazione” è un’azione finalizzata a convogliare la persona verso il punto medio utile alla ricezione della giusta luce e analogicamente volta all’equilibrio. Così nel mondo antico erano appellati “filosofi” coloro i quali utilizzavano il grande potere della ragione umana per approcciarsi alla Verità; questi individui erano spesso a ridosso del tempio, altri più illuminati riuscivano a varcarne la soglia ed essere iniziati ai misteri. Pitagora venne iniziato nei templi egizi, poi in quelli della Caldea e suo maestro d’oriente, al dire d’alcune fonti, fu proprio Zoroastro. Socrate si pone con discorsi e forma mentis tipici del pensiero pitagorico, tanto che alcuni autori tardo-antichi lo definiscono un “pitagorico”. Plutarco venne iniziato ai misteri dionisiaci ed in tarda età divenne sacerdote a Delphi. Ipazia di Alessandria era figlia del rettore del Serapeo cittadino ed iniziata ai misteri isiaci e terapeutici. Così ancora ricordiamo Cicerone iniziato ai misteri augurali, Apuleio iniziato ai misteri isiaci ed osiridei, Celso, autore del “Discorso vero” era un iniziato, e così via. Il filosofo, l’amante della ricerca, incomincia il suo percorso distaccandosi dalla folla profana antistante al tempio, egli sale il primo gradino grazie all’uso della ragione, ma poi impara ad abbandonare la ratio a favore della Mens, un apparato divino interiore che permette il contatto col proprio Genio (Mens è la contrazione di meus ens, il mio ente interiore, ossia il Nume della persona) e l’ascenso alla  Luce intellettuale divina, che viene confermata nel Tempio. Infatti l’insegnamento misterico consiste in una conferma di Verità conquistate e raggiunte dall’iniziando.

Socrate, grazie alle sue meditazioni, sviluppò il contatto col proprio Genio interiore (Daimon) che l’avvertiva dei pericoli e gli indicava preziose perle di sapienza, che egli spiegava al discepolo solamente dopo che quelli l’avesse trovata nella propria interiorità.

Per comprendere meglio i concetti relativi all’iniziazione, bisogna prima capire come le fasi della vita spirituale di un uomo fossero organizzate all’interno della società romana.

Per gli antichi esistevano diverse condizioni di partenza relative alla condizione sociale di nascita, che passava di madre in figlio per eredità. Si poteva nascere schiavi, liberi o cittadini.

Lo schiavo poteva nascere tale o divenirlo per debiti o perché prigioniero di guerra o altro ancora. Egli doveva riscattare la propria libertà col lavoro dopo essere stato al servizio di una famiglia di cittadini benestanti (tanto da potersi permettere di comprare uno schiavo). Presso di loro imparava la lingua e gli usi latini ed il valore del poco denaro che riusciva ad accumulare, col quale poi avrebbe potuto comprare la propria libertà, raggiunta una certa somma. Gli schiavi divenuti liberi erano detti liberti e si integravano immediatamente e perfettamente nella società, meglio di tanti figli di cittadini liberi e benestanti abituati ad avere tutto ed a volte inetti a procurarsi beni e ricchezze. Noti sono i nomi di moltissimi liberti divenuti abili commercianti ed arricchitisi fino a divenire cavalieri della Res Publica Romana. Il rito di emancipazione dello schiavo era una vera e propria iniziazione, una immissione alla condizione di civis.

Gli uomini liberi erano i non cittadini abitanti nei confini dell’impero. Essi erano considerati ingenui (ossia senza il genio)[1], generalmente avevano origini straniere e quindi praticavano culti differenti da quelli romani.

Il civis. Al compimento del diciassettesimo anno d’età i giovani romani abbandonavano la toga puerile per assumere quella virile; essi divenivano viri anzichè homines. Vir è colui che incarna la vis, ossia la forza, homo è colui che è fatto d’humus, di fango. Dalla vis del vir o della virgo proviene la virtus. Con l’assunzione dello stato di cittadinanza l’uomo otteneva diritti politici e religiosi. Tra quelli religiosi vi era la possibilità di poter praticare in privato per il proprio sviluppo spirituale, e dunque l’uomo diveniva sacerdote di se stesso. Se viveva nell’ambito della famiglia d’origine era comunque soggetto all’autorità paterna, anche in ambito religioso, qualora andasse a vivere da solo o costituisse un’altra famiglia, in tal caso diveniva suo iure pater familias. Il cives era un gentile, ossia un uomo che conosceva le qualità del proprio genio. Oggigiorno chi si definisce pagano anziché gentile deve ancora riuscire a liberarsi da una nomenclatura stereotipata che nasceva con fine dispregiativo nella tarda antichità, sebbene è da riconoscersi che il pagano d’oggi s’è fatto libero dalla schiavitù schematica del mosaico sociale contemporaneo e che a volte vuol rimarcare una purezza “rustica” e naturale; dunque egli è un uomo che tende alla libertà, ma ancora appartiene alla categoria degli ingenui perché non conosce la condizione qualitativa del proprio Nume. Tale cognizione si raggiunge con lo sviluppo di una determinata presa di coscienza, che è matematicamente consequenziale ad uno specifico stadio di purificazione interiore.

L’iniziazione. E’ una condizione d’incominciamento, è l’avvio ad una nuova fase interiore che sopraggiunge in sostituzione ad una condizione animica, intellettiva e spirituale precedente e superata. Le catene della sapienza sacerdotale antica, ricche di esperienze tradizionali millenarie, identificarono sette passaggi fondamentali, ai quali attribuirono delle nomenclature utili a definire il livello evolutivo di un individuo. Particolari esperienze, uguali per tutti, segnano il superamento di determinate porte. I pontefici ed i maestri iniziatori conoscono bene codeste esperienze ch’essi stessi hanno vissuto, e pertanto riconoscono il conseguito sviluppo di un neofita da un determinato evento, ch’essi ovviamente hanno già vissuto, e non da preferenze individuali. Dunque l’accattivarsi le attenzioni di un maestro è cosa inutile nella via tradizionale; mentre risulta importante l’azione pratica, poiché essa porta allo sviluppo spirituale, al rapporto col Nume e a manifestazioni concrete che avanzano l’uomo in stadi e condizioni superiori. Vi sono diversi tipi di iniziazione. Vi è l’avviamento alla via spirituale, che per intenderci corrisponde al battesimo nel cristianesimo o all’assunzione della toga virile nella tradizione romana. Vi è poi l’iniziazione sacerdotale che consiste nell’accesso al tempio. In tutte le tradizioni il percorso iniziatico è suddiviso in due fasi principali: la prima lunare e la seconda solare.

L’iniziazione lunare. I neofiti sono sempre in condizione lunare. Essi incominciano il percorso ascoltando per imparare, si fanno lune K del proprio maestro A che li illumina e li accresce con la propria sapienza così come i petali della rosa mistica contornano il centro del fiore. Chi ama il suo maestro in maniera disinteressata ne assorbe mano a mano tutta la Luce fino a divenire una Luna piena e dunque terminare la prima fase. Per alcuni si tratta di pochi anni di lavoro, per altri di un’intera vita, ma la condizione raggiunta rimane impressionata nell’anima e dunque, in una nuova incarnazione, ci si ritroverà già più avanzati spiritualmente rispetto alla massa comune. La fase lunare impone una forma, necessaria al raggiungimento di una essenza sublimata, non può essere saltata né rinnegata, altrimenti si giungerebbe alla pazzia. Chi vuole comprendere l’essenza delle cose deve prima analizzarne la forma.  L’ascolto è importantissimo per chi vuole imparare: Pitagora obbligava i suoi discepoli ad anni di silenzio prima d’iniziarli alla matematica apollinea. Apuleio viene prima iniziato ai misteri isiaci e successivamente a quelli osiridei. Così nel calendario romano, perpetuo ripetersi del mito, prima si svolgono le feste sacre a Giunone (novilunio e primo quarto di luna) e poi quelle a Giove (plenilunio).

Il discepolo perfetto è ricettivo, perché come egli ha la funzione di ricevere la Luce del Sole per illuminare il buio mentale che lo circonda ed essere fonte d’aiuto per le persone comuni non iniziate, dando ad essi consigli saggi e ponderati per quanto gli sia possibile, mai profanando gli insegnamenti ricevuti ma riflettendo l’amore del suo insegnante alla società.

Egli accetta le critiche e lavora costruttivamente abbattendo l’accidia spirituale, soltanto così potrà accedere ad una condizione superiore. Gli aspiranti dervisci che giungevano alla moschea di Mevlana, per quella filosofia esoterica islamica[2] che tanto prende dalla sapienza teologica antica, dovevano abbattere il proprio ego lavorando per mesi presso i forni del santuario dalla prima mattina, per poi distribuire pane ai poveri mendicanti che affamati andavano a chiedere l’elemosina presso il tempio di sapienza. Non si può raggiungere una volontà di potenza senza aver prima abbattuto il desiderio d’inedia insito nel seme dei piaceri animici oscuri nutriti dai fantasmi di concupiscenza. Così non possono aprirsi le porte del tempio a coloro che non abbiano abbattuto la cattiveria a favore della giustizia e della bontà. Le iniziazioni antiche non erano per i poveri di spirito, ma premiavano quei mendicanti d’ignea sapienza, che lavoravano per rendersi in grado di ricevere i raggi di un caloroso amore migliorativo.

L’iniziazione solare. La fase solare succede a quella lunare. Qui avviene il superamento delle condizioni passionali e s’incomincia il cammino per la propria realizzazione spirituale. Le virtù della Pietas vengono incarnate per raggiungere la condizione di Sole splendente. La conoscenza acquisita nella fase pregressa permette di rinascere come il Sole fanciullo d’inverno: egli sì è un Sole, ma ancora debole e piccolo ed incapace di portare una rinnovata primavera. Egli deve crescere e riuscire ad innalzarsi sempre più nei cieli fino al raggiungimento eroico del sole estivo e divenire dunque un magister, individuo creante per mezzo d’una energia magnetica ch’egli sviluppa per generare luce intellettuale. Come Ercole, Ulisse, Perseo e gli altri innumerevoli eroi della mitologia greco-romana dovrà compiere grandi opere per realizzare la quadratura del cerchio, ossia l’ordinamento equilibrato della propria interiorità. La parola dell’iniziato solare è sempre più coscienziosa, poiché conosce l’importanza del verbum, sempre più rada, poiché quando il Sole rinasce è festa d’Angerona, la domina silentii. Nella Magna Grecia pitagorica i matematici erano addentrati ai misteri apollinei. I Pontefici Romani in epoca imperiale assumevano come divinità tutelare un Nume Solare, così Augusto scelse Apollo, Nerone il Sole, Decio preferì Mithra ed Aureliano rinnovò il culto del Sole Invitto. Degli iniziati antichi pochissimi parlano di come si sviluppa il percorso solare: Apuleio sottolinea l’impossibilità di esprimere la meraviglia dei misteri osiridei, i pitagorici tramandano le regole degli acusmatici, ma evitano di menzionare quelle dei matematici, e così via. Essi infatti comprendono che la Verità è un’intelligenza che tutela se stessa svelandosi solamente ai silenziosi meritevoli, così Macrobio sottolinea che la spiegazione reale dei miti e l’accenno ai loro misteri, corrisponda al mettere le dee della Sapienza per strada, obbligandole a prostituirsi perché tutti possano averle. Per rispetto della meritocrazia sacra gli iniziati ai misteri non profanano il loro sapere. Potremmo aggiungere una considerazione importante: se la Verità è un’intelligenza che tutela se stessa, non svelandosi mai ai chiacchieroni, allora non può esistere la sua profanazione. Ma molti usano elargire intuizioni di piccoli frammenti della verità per sentirsi importanti e considerati, essi fanno un gesto d’orgoglio al quale segue sempre la punizione da parte del proprio Genio, che più non suggerisce loro la giusta visione delle cose. Questi sono piccoli profanatori, imbroglioni che vanno a caccia d’ingenui, soggetti che mai arrivano all’iniziazione solare. Cattivi sono i profanatori di pratiche interne del tempio, che compiono un gesto con l’intento di mettere in difficoltà la sapienza sacerdotale, ma pure quelli, fondamentalmente, non valgono nulla, poiché le pratiche sapienziali reali si trasmettono soltanto per via orale e per immagini, e nessuno che le conosca le spiega ad un altro. Infatti il processo sapienziale misterico non avviene per insegnamento, ma per riconoscimento: il maestro A da le pratiche, così come il sole emana il raggio di Luce portatore di calore ed energia, il discepolo K mette in pratica il rito e quando ottiene è perché ne è meritevole; quand’egli parla colla sua guida e spiega d’aver compreso cosa fare per realizzare il mistero, il maestro A semplicemente gli da conferma o meno su quanto ha riferito. Al limite gli da qualche perla di saggezza per aiutarlo, sicchè se c’è pulizia e rettitudine nell’allievo, quelli riceverà dal suo Nume la giusta indicazione per la conquista dell’agognato premio. Da ciò si desume che non può esistere una pratica scritta che tramandi un mistero, e che ogni pratica profanata sia un falso deviante dalla Veritas.

Il compito del maestro è quello di amare, dare il mezzo, valutare e riconoscere i progressi dell’allievo.

Purtroppo oggigiorno ignavia ed accidia imperano, motivo per il quale il sistema sapienziale del tempio antico trova difficoltà a ripresentarsi al volgo: è infatti questa un’epoca malata, ove tutto è dovuto e nulla è da conquistarsi, dove il maestro è messo in dubbio e criticato perché tralascia di compiere gli oneri dei suoi scolari, è questo il tempo di porci che s’abbuffano di perle solo per soddisfare il piacere istintivo d’ingoiare, eppure è questo il momento per gli eroi. Ma chi è eroe oggi? E’ colui il quale incarna con fatica la pietas, il corpo dei valori virtuosi, che s’impegna a trasformarsi da homo in vir per agire in maniera volitiva per il ripristino di un corretto sistema spirituale meritocratico, al quale necessariamente conseguirà un rinnovato ordine sociale, abbattimento della politica passionale a favore dell’impegno sano e corretto nei confronti della società.

Altre iniziazioni. Bisogna tenere presente che l’iniziazione consiste, fondamentalmente, al compimento di un gesto per passare da una precedente condizione individuale ad una nuova presa di coscienza.  Pertanto è iniziazione non solo quella templare, ma anche quella alla pratica rituale domestica (appunto l’assunzione della toga virile), è iniziazione alla vita erotica il primo rapporto sessuale, è iniziazione alla vita coniugale il matrimonio e così via. Corrispondendo ogni divinità ad una forza identificata nella natura, possono esistere differenti iniziazioni a diversi culti (terapeutici, cereali, dionisiaci etc.) utili a prendere coscienza di come quella specifica forza, definita divina, operi nella Natura. Così a Roma esistevano diversi collegi iniziatici, da quello augurale a quello arvale, ove gli addentrati divenivano esperti nella gestione di specifiche forze. Così le matrone, ad esempio, oltre all’accesso ad una nuova vita con la contrazione d’un matrimonio, venivano iniziate ai misteri di Bona Dia perché imparassero a gestire le energie sacre che si sviluppano nella realtà familiare, per svolgere serenamente ed al meglio la propria funzione. Così il legionario veniva iniziato al culto marziale della legione (che si sviluppava attorno le sacre insegne) ecc. Tutte queste altre iniziazioni, che si svolgevano negli appositi templi preposti, erano “specializzazioni” relative alle qualità geniali dell’individuo, esse non interferivano con il percorso iniziatico avviatosi con il passaggio alla condizione gentile, bensì l’arricchivano.

Pratica, iniziazione e rapporto con l’iniziatore. E’ possibile praticare la tradizione romana al giorno d’oggi? Certamente. Esistono varie associazioni, in Italia e all’estero, che si occupano di tradizione romana. Sta all’individuo il compito di esplorare e conoscere, fin quando non trova l’ambiente ed i compagni adatti a lui. Certamente gli uomini onesti e pii si accompagneranno a quelli come loro; mentre furfanti, imbroglioni, diffamatori ed improvvisati tradizionalisti attrarranno e terranno con se ingenui ed altri simili. Per il principio aristotelico “similia similibus” ognuno è attratto ed attrae gente simile a se. Chi dentro se stesso è evoluto, s’avvicinerà a gente evoluta, chi è involuto troverà nella sua ricerca gente involuta e s’assocerà a quella, talvolta disprezzando i gruppi validi solamente per invidia. Oro chiama oro, l’argento è attratto dall’oro perché prossimo a lui nella scala dei valori e migliore, piombo chiama piombo ed a volte disprezza l’oro perché irraggiungibile alla sua condizione attuale.  Quando si entra in un gruppo umano, lo si frequenta, quando si percepisce una sincera sintonia con i suoi membri, a tutti gli effetti si sta vivendo, per quanto blanda, un’esperienza iniziatica: s’incomincia a pensare con una nuova forma mentis e ci si approccia al sacro in base agli insegnamenti che si ricevono. Ma come si può comprendere se quelle nozioni siano corrette o meno? Purtroppo in giro è facile incontrare fanfaroni che s’improvvisano sacerdoti di grande esperienza. Il primo elemento da analizzare è se il gruppo sia realmente coeso o meno. La seconda cosa da guardare è la reale salubrità mentale dei suoi membri: se essi sono un gruppo di matti eterogenei, squilibrati anche nell’approccio al dialogo, che neppure riescono a rispettare la forma della lingua corrente, bene guardatevi da quelli e preparatevi ad una nobile fuga, alla maniera del rex sacrorum al 24 febbraio. Quando invece incontrate gente la cui pulizia si percepisce da lontano, la cui aurea vi rassicura, la cui sapienza vi pare acquisita dall’esperienza anziché dalla lettura, allora accostatevi ieraticamente, come lo si fa presso gli altari; comportatevi piamente, come se stesse dialogando con un dio occulto, e verificate se queste persone siano una corrente che si comporta con rettitudine e giustizia tra di loro, che siano gente ch’evita i pettegolezzi ed il parlar male d’altri gruppi o persone, e se nei vostri confronti saranno retti, bhè allora coltivatene una sincera amicizia ed incominciate a distinguere i metalli preziosi da quelli ignobili. Attenti a non approfittare delle persone giuste o preziose ed evitate cattiverie ed ignominie, altrimenti quelli vi puniranno occultandovi la loro luce e non dandovi mai più la benché minima considerazione.

Seppure abbiamo spiegato che il discepolo è Luna K di un Maestro A è bene mettere in chiaro alcune cose. Quando si frequenta un ambiente umano non si è costretti ad essere ricettivi alla guida spirituale di quel gruppo, bensì ci si deve accostare in maniera libera e pia (ovvero con buone intenzioni). Quando un individuo pensa di aver trovato il Sole adatto a lui, allora lì può liberamente scegliere di seguire i suoi insegnamenti, se poi li si reputa validi, sempre liberamente, può scegliersi d’intraprendere la via del discepolato. E’ come quando, raggiunta la maturità, alcuni scelgono d’iscriversi all’università; prima si riflette su ciò che si vuole divenire: un ingegnere, un medico, un biologo, un geologo ecc. Quindi si visitano gli atenei dove sia presente la facoltà selezionata, così infine ci si iscrive e s’incominciano a frequentare i corsi. Durante il corso di studi, dove l’allievo và per imparare e non per insegnare, si sceglie il docente da seguire e dunque la materia in cui laurearsi. Durante la tesi l’allievo è completamente Luna del suo maestro, che gli permetterà di divenire ciò che tanto si desidera e per cui si è molto studiato. Si laureano col massimo dei voti quelli che sanno ascoltare e ricevere gli insegnamenti del loro docente. Così è nel campo tradizionale, col superamento delle ingiustizie umane (raccomandazioni e nepotismo) poiché gli iniziati alla Sapienza del Tempio non giudicano, ma valutano e riconoscono i giudizi sentenziati dagli dei. Alcune persone, accostandosi alla Tradizione, s’arrogano il diritto di mettere in discussione la regole tradizionali che per millenni sono state praticate nelle caste sacerdotali di tutto il mondo e di tutte le religioni; essi inventano religioni più antiche, elaborando interpretazioni rocambolesche e viziate faziosamente, solamente per dare spazio al proprio orgoglio. Quegli individui, che si sentono più saggi di tutti i pontefici antichi, degli anziani sacerdoti d’ogni epoca, già si ergono al seggio della cattedra, pronti ad insegnare agli altri, senza neppure essersi mai iscritti all’università della saggezza. Non si può pretendere d’insegnare storia delle religioni alla facoltà di lettere senza neppure averne conseguito il titolo di studio. Una materia può insegnarsi solamente dopo averla imparata ed applicata nella propria vita. Nuove intuizioni e nuove conoscenze possono sempre raggiungersi, ma prima è sempre necessario imparare la basi della scienza e la sua storia, altrimenti non potrà mai esservi progresso.

Quando si decide di accedere alle pratiche di una collettività, innanzitutto bisogna riuscire ad entrarne a far parte, così come nell’antica Roma la cittadinanza era un diritto che si conquistava. Quando poi si raggiunge ed ottiene l’addentramento è bene cercare d’essere coerenti alla scelta fatta e cercare di seguire gli insegnamenti del centro che si è scelto. A volte dopo un po’ di tempo ci si può rendere conto d’aver sbagliato via o di preferirne maggiormente un’altra, così come molti studenti al secondo o terzo anno di corso decidono di cambiare facoltà e di fare nuovi studi. Ciò è lecito, l’importante è saper coltivare sempre la virtù dentro se stessi, ed anche quando si cambia via lo si deve fare con stile e non in maniera bifolca, altrimenti il senso dispregiativo della parola “pagano”[3] prende forma a discapito del valore di resistenza, coerenza e virtù dell’abitante del pagus.

 

Come praticare? Molte persone si costruiscono larari ove vivere la propria spiritualità più profonda, ma li profanano costantemente inviandone le immagini in giro per la rete o mostrandoli ad ogni visitatore della propria casa, quasi dovessero iniziarli ad arcani misteri. In tutto ciò vi è solamente un senso d’orgoglio che ricerca l’approvazione altrui. Per ciò che riguarda la pratica vera e propria ci si arrangia a scaricare preghiere dalla rete, e riesumarle da vecchi testi ed altro ancora. Si pratica senza preparazione, si vedono i desideri realizzati e non si comprende che questi svaniscono presto perché s’è mal lavorato, così pure disgrazie che vengono a seguire s’attribuiscono a forze malvagie che si scagliano contro di noi, senza comprendere che esse sono state generate dal praticare senza preparazione. Castità, digiuno e preghiera sono le tre regole tradizionali. Sia essa di mezza giornata o di un intero giorno, ma deve farsi. Non si opera a stomaco pieno e non si usano orazioni a caso. E’ sempre bene avere un riferimento sano che dia dei consigli.

Importantissimo! Chi vuol seguire una via spirituale lo deve fare per lo spirito, non per ottenere beni materiali. E’ bene pregare per il benessere delle persone che amiamo, per la salute, per la Luce intellettuale. Nella vita affrontiamo molte difficoltà ed afflitti siamo portati ad accostarci agli dei. Ciò è giusto. E’ cosa saggia chiedere agli dei di essere purificati dalle malvagità, è bene pregare il proprio Nume perché ci dia la forza di compiere con virtù le imprese della nostra vita e non pregarlo perché Lui le risolva per noi. Il gentile utilizza la vis per essere vir ,uomo e virgo la donna. L’uomo romano prende il controllo della propria vita, è lui il fautore del proprio destino, non gli astri. Questa forza interiore viene dal sacro fuoco intimo dello spirito, che dà l’energia e la luce necessarie ad una vita soddisfacente.

 

Rito al proprio Genio.

Per chi voglia realmente approcciarsi alla pratica tradizionale suggeriamo quanto segue.

Si preghi il proprio Nume, castamente, puramente. Non è necessario pregare misticamente tutti i giorni a tutte le ore. E’ più utile operare bene e raramente che spesso e male. Ci si astenga dai piaceri venerei e dalle carni prima di praticare. Si tralasci d’usare riti dei quali non si conosce realmente l’uso (quello infatti si conquista solo nel tempio). Suggeriamo l’inno orfico al proprio Genio per avere da lui l’aiuto di un buon consiglio e la forza d’affrontare i momenti difficili:

 

 

 

 

profumo del Genio

incenso

Invoco il Genio, la grande guida che dà tremore,

Mite Giove, generatore di tutte le cose, che dà vita ai mortali.

Grande Giove, sempre in movimento, che non lascia impuniti, re del tutto,

dispensatore di ricchezza, quando dovizioso entra nella casa,

quando è contrario raggela la vita dei mortali dalle molte pene:

in te infatti sono le chiavi della gioia e del dolore.

E dunque beato, santo, cacciando i dolori che causano molti lamenti,

quanti mandano la distruzione della vita per tutta la terra,

concedi uno scopo di vita glorioso, dolce e buono.

 

 

Riti di Catarsi.

Chi voglia realmente evolversi e trovare la sua giusta via dovrà purificarsi.

Gli antichi romani osservavano scrupolosamente le tre fasi principali della Luna: Kalendae, Nonae e Idi. Novilunio, primo quarto e plenilunio. In queste tre date si eseguano abbondanti lavande del corpo, ci si abluzioni al mattino ed alla sera, nella giornata si evitino i cibi provenienti da animali morti e si prediligano quelli vitali, come frutta e verdure. Al mattino si offrano incenso e si pongano fiori sull’altare del Larario, purchè ci si mantenga casti prima d’accostarvisi. Chi vorrà potrà recitare preghiere a Giunone alle Kalendae ed alle Nonae, mentre Giove sarà pregato alle Idi. Si onorino gli dei, non gli si chieda nulla per evitare di sporcarsi col desiderare. Infatti il desiderio distrugge la Volontà, che è volo dell’ente.

Ai solstizi ed agli equinozi si onori il Sole, evitando di cibarsi d’animali morti nel corso della giornata, ci si mantenga casti e si preghi il Nume Solare perché ci purifichi dai nostri mali e ci indichi la via della Salus.

 

Minervalia 19-24 marzo.

Se conoscete persone pie, eticamente sane e colme di saggezza frequentatele. Praticate e soprattutto studiate. Se volete meditare non perdetevi in esercizi mentali inutili, ma seguite gli insegnamenti pitagorici espressi nei detti aurei. Il pensiero ben lavorato è Mens sana in corpore sano e permette un migliore effetto nei riti catartici. Se volete realmente evolvervi spiritualmente, ai Minervalia pregate Minerva, colei che sostiene gli eroi che s’impegnano della via di ritorno alla monade; Eseguite dal 18 al 25 marzo regime alimentare vegetariano, castità assoluta e pregate ogni mattina la dea della Sapienza, dal 19 al 24, affinchè vi indichi la via per evolvervi nelle virtù della pietas. I buoni e puri avranno responso, e bene lo riconosceranno per azione divina. I malevoli saranno sviati o, nel migliore dei casi, ignorati.

 

Codeste perle saranno certamente utili ai puri, inutili agli empi.

 

Studio. Per approcciarsi bene alla via tradizionale romana suggeriamo lo studio dei classici greci e latini. In particolar modo si prediligano i neoplatonici. Un semplice manuale di storia della religione romana può essere utile per conoscere la basi più elementari del culto antico. Agli scritti sacri di Iliade, Odissea, Eneide, Bucoliche, Georgiche, Teogonia, Inni Omerici ed Inni Orfici si accompagnino anche quelli di Flavio Claudio Giuliano imperatore, infamemente detto l’apostata; ecco una lista di alcuni testi suggeriti:

 

L’arte di Ascoltare,                  Plutarco

Dialoghi Delphici,                    Plutarco

Discorso sulla verità,                Celso

L’antro delle ninfe,                               Porfirio

Sugli dei e il Cosmo,                            Salustio

Saturnalia,                                           Macrobio

Somnium Scipionis,                             Cicerone

Commento al Somnium Scipionis,        Macrobio

L’asino d’oro,                                      Apuleio.

 

Tra gli autori delle epoche moderne invitiamo allo studio delle opere di Giordano Bruno e dei neoplatonici, notevole “La filosofia occulta o la magia” di Agrippa per i continui rimandi a profonde cognizioni teologiche antiche.

 

Dei tanti autori contemporanei che cercano di studiare e comprendere il mondo romano, trovo metodologicamente geniale e perfetta l’opera di Enrico Montanari “Roma. Momenti di una presa di coscienza culturale”, pregna di un razionalismo accademico che si sublima per l’approccio matematico all’analisi degli eventi storici, fino ad identificare i meccanismi dell’azione metafisica applicata dai romani nella seconda guerra punica.

Visita la pagina dell’ente religioso Pietas – Comunità Gentile

 

[1] La distinzione tra ingenui e gentili è ben spiegata da Elio Ermete nel testo “Aspetti esoterici nella tradizione romana gentile”.

[2] Il sufismo.

[3] Pagano sta per villico, ignorante, bifolco. Venne utilizzato dai cristiani contro i gentili per svilirne la sapienza e perché i centri di campagna furono quelli più resistenti alla forzata conversione cristiana.

Call for tolerance and non-violence between the parties in Italy

Call for tolerance and non-violence between the parties in Italy

With kind request for sharing

Giuseppe Barbera the Pontifex Maximus of the Gentile community expresses concern about the current situation of political discussion in Italy. While our community does not comment on political events, as there are already party and civic associations and bodies responsible for discussing the Country’s policies, it must be remembered that the approach to interpersonal relations, based on the exchange of ideas and emotions often coming from the soul and spirit, belongs to the sphere of a spiritual way of life. The pursuit of behavior based on tolerance, mutual respect, love and peace, is a fully-fledged part of spiritual ethics.

Despite the silence of the main religious entities in Italy, it is our duty to report the following:

  • we have witnessed violence that has caused us concern; in particular, we refer to some events that occurred during the workers’ manifestation in Trieste, which took place on 15 October 2021 during the evacuation of the strike demonstration of the dockers, which had attracted attention from all over Italy, so much so that it formed a crowd of vulnerable people to be protected at all times, such as women, seniors and children.
  • we saw the videos posted live on social networks, by the many people present, who wanted to witness the strike in question; we saw many journalistic testimonies, including those of Dr. Raffaella Regoli, who shared videos both on social networks and did a report for the television program “Fuori dal coro“, which aired on Rete 4.

It was with great dismay and discomfort that we saw the poorly managed activities, which resulted in violence against pregnant women, unarmed people sitting in prayer and a serious risk to the safety of the seniors and children.

It is not clear from this photo why water cannons were used on protesters sitting on the ground praying. None of the responsible for this action considered that many elderly people present in the square could have fallen to the ground because they were hit by the water jet or simply slipped on the wet ground, with very dangerous consequences for their health!

In this other photo we see that the demonstrators didn’t react badly but remained seated to pray and to emphasize their constitutional right to demonstrate and strike. You see water on the ground and them wet, in the cold of October, while they shake hands and hold back every instinct to react, showing great strength of mind and spirit.

An elderly man, leading the procession, felt a little unwell before the forces of law and order began to advance, and instead of being given help, as required by Italian law which actually punishes the failure to help a person who is ill, he was charged by the police in riot accommodation, despite the fact that there was no riot, but simply a crowd of people sitting down!

The order to charge was given to everyone, even against this pregnant woman, who manifested peacefully but had her nose broken with a bat in the face despite her condition and with the risks associated with her condition.

In the proximity of the procession there was a school, from which men and women with children were coming out, and they were affected by a tear gas charge. The most serious fact is that there have been reports of children of few months old, being hit by a tear gas shell in their cots: imagine what could have happened if the shell had accidentally hit the child’s eye! This violates a series of international child protection regulations!

This photo shows children running away after being targeted by tear gas. We have seen videos of citizens and journalists warning the police not to throw smoke bombs in that area, because there was a school there! They went unheeded.

All this worries us.

We are noticing, from social networks to television, that more and more frequently, in order to assert one’s position, one easily falls into lies: we have read newspaper articles that spoke of violent demonstrators, when in fact we had seen live videos of what was perhaps one of the most peaceful manifestations ever seen in Italy. We want, on this occasion, to refer to a very important ethical value: the Truth.

It is the duty of every citizen on this free world to cultivate honesty: Truth for us is life and good, while lies are death and disease, in fact it is said that every time a man lies, a part of the world dies.

Reflecting on what has happened in recent days, we are shocked to witnessing those criminals have been allowed to storm the headquarters of a labor union in Rome, opening the police cordons and letting them through, while unarmed citizens, including pregnant women, elderly, people crouched to pray and children, have been subjected to violent action.

The origins of these imbalances clearly lie in the intolerance towards people with different thoughts than ours. In this particular moment in history, the Italian population is divided between those who see the green pass as a means of protecting the health of the community and those who see it as a means of social discrimination. Regardless of the position each person chooses to take, it should be emphasized that hatred and contempt for those who think differently should not be cultivated. In this era, we are witnessing the gradual abandonment of dialogue as an instrument of confrontation, which is so useful in preserving the healthiest institutions and developing the maturity of individuals. It seems that society is descending into a terrible collective immaturity, where repressed anger and negative feelings are vented in arguments between different factions.

The great Gentile philosophers of the ancient world, such as the well-known Plato, taught the importance of dialogue as a necessary tool for achieving interpersonal balance and the inner growth of individuals. All this is based on a confrontation aimed at reaching a common middle point between the parties, something that unites and highlights unanimously shared elements, achievable through the use of reason.

 

Nowadays, unfortunately, the purpose of the confrontation between two parties is no longer to reach a common middle ground, but has decayed into an attempt to overpower one part over the other: a search for self-affirmation and ego at the expense of the other.  This kind of culture is dangerous, because it does not aim to resolve differences and erase prejudices and hatreds, but rather cultivates them.

This can further escalate into the violence we have witnessed in recent days. We call on the entire population and the institutions to return to empathy, dialogue, human respect and affection that must bind people together, even in the face of those who think differently. Only in this way will we be able to reverse the loss of control over our actions and return to the cultivation of balance, which is fundamental not only to the political and economic growth of the Country, but above all to the spiritual growth of its citizens.

 

Hermes Helios

(Giuseppe Barbera)

Pontifex Maximus Gentium Pietatis

 

Post Scriptum:

We would like to congratulate the Comitato 15 Ottobre for the peaceful method of their demonstrations and for their constant appeals to citizens to demonstrate in a Gandhian style, thus departing from other forms of violent demonstrations.

We would like to thank Dr Raffaella Regoli, journalist for the television program Fuori dal Coro, on Rete 4, for her consent to share images taken from her reports. Other images not extrapolated from them are taken from internet, among those in the public domain.

Erigido el Templo de Minerva Medica en Pordenone

Erigido el Templo de Minerva Medica en Pordenone

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La Asociación Tradicional Pietas ha erigido un nuevo Templo, dedicado a Minerva Medica, en Pordenone.

El presidente Giuseppe Barbera lo anunció en la página oficial de Facebook de la Asociación de Pietas Tradicionales:

“El Templo de Minerva Medica en Pordenone, cuya primera piedra fue colocada el 15 de agosto, es hoy 20 de agosto de 2771 ab V.C. terminado en su geometría esencial. El trabajo en el aparato decorativo comenzará mañana. Desde hoy las comunidades de los Tradicionalistas Romano-Italiano del Triveneto tienen un punto de referencia fundamental para el retorno a lo Sagrado. Pietas non verba sed res”.

El 9 de agosto, nuevamente en la página oficial de facebook de la asociación, se publicaron los dibujos de diseño del Templo, desarrollados por el presidente Barbera y el ingeniero estructural Tricoli, vicepresidente de la Asociación Tradicional Pietas y presidente del club CPPT KR.

Parecía imposible, pero en solo cuatro días los militantes locales de la Pietas, apoyados activamente por la junta nacional de la Asociación, lograron erigir un espléndido Templo peripteral circular con un pronaos distyle rectangular in antis. Al este del Templo se encuentra la estatua de la Minerva Médica de Pietas, frente al “Templo el Mundus del Santuario y el altar dedicado a la Diosa forman una línea simbólicamente muy importante y fundamental para la conexión entre el mundo humano y las dimensiones divinas de lo sagrado”, nos dice el entrevistado presidente Barberá.

El Templo ya tiene su propio rector designado por el presidente y está efectivamente activo desde el 15 de agosto.

La función de este lugar es fundamental para los miembros piadosos del noreste de Italia. Finalmente, ellos también, como nosotros en Roma, tienen un lugar asociativo, abierto a aquellos interesados en revivir realmente las formas de la antigua sacralidad romano-itálica, donde pueden desarrollar actividades culturales y cultuales relacionadas con los objetivos de la Pietas: la cultura clásica.

El Templo está oficialmente abierto para el uso de los practicantes de la tradición Romano-Itálica y de los grupos griegos que trabajan por el resurgimiento del culto a los Dioses y con quienes estamos desarrollando lazos cordiales y felices de respeto mutuo, eficiencia y amistad.

En primer lugar, el grupo Thyrsos, que con Pietas acordó un programa de acción para intentar resurgir la Tradición griego-romana de la mejor manera posible. Pietas también extiende su profundo agradecimiento a los grupos YSEE, que hasta ahora han mostrado cordialidad, hospitalidad y amor por los mismos ideales de retorno a lo sagrado.

Le preguntamos al presidente Barberá ¿qué es que impulsa a la Asociación a construir Templos?

Pietas está llevando a cabo la erección de Templos a los Dioses para permitir que los hombres impulsados por nobles ideales y virtudes tengan lugares donde puedan reconectar esa relación directa entre hombres y Dioses que se nos ha negado durante dos milenios. El nuestro es un gesto de libertad guiado por un profundo espíritu de compartir, además al amor por lo que hacemos.

¿Tendrán lugar los ritos en el Templo de Minerva Medica?

En nuestros Templos se desarrollan ritos de ofrendas a los Dioses, pero también es posible solicitar oráculos, deseos, realizar votos o incluso acceder a una iniciación cívica. Además, Minerva Medica es una divinidad de apoyo espiritual a las enfermedades y los fieles le rezaban para que les sugiriera un buen médico o una medicina para curar. Junto a Esculapio y Salus pertenece al grupo de las “divinidades terapéuticas”, por las cuales se reza para curar enfermedades físicas y psíquicas. Minerva Medica es para nosotros la inteligencia divina que ilumina al médico, que a menudo puede actuar, inconscientemente, por intuición divina más que por la propia. Al mismo tiempo, considerando que muchos males surgen realmente de los desequilibrios internos (este es el caso de las somatizaciones), Minerva Medica es esa inteligencia virginal, pura, liberada de miedos e impresiones negativas (el terror de Júpiter a ser destronado) que permite el logro de un equilibrio interior, capaz de hacernos espiritualmente más fuertes frente al mal y más valientes, que nos ayuda a matar a los monstruos internos (la Minerva que sugiere a los héroes cómo ganar a Medusa, la Quimera etc.) para conducir a un nuevo equilibrio que evite somatizaciones. Todos pueden rezarle libremente, quien quiera, incluso en este Templo.

¿A qué te refieres con iniciación cívica?

De las corrientes de la actividad popular, nos basamos en la iniciación cívica que hizo del hombre sacerdote de sí mismo y de su familia, que inició y fundó su camino en el culto a los Lares y a los Antepasados, que luego siguió el refinamiento de la práctica para los Dioses, sobre esto los romanos emitieron leyes muy claras con una ley sagrada bien estructurada. Por tanto en nuestros Templos, como todavía se hace hoy en Crotone en la romería al Templo de Hera Lacinia (para familias aún vinculadas a tradiciones ancestrales), es posible llevar a cabo, en las fechas adecuadas para ello, la enseñanza del culto a los Lares y Ancestros siguiendo los preceptos informados por los rectores y sacerdotes de los mismos Templos.

El acceso al culto a los Dioses y a los colegios internos es posible para todos aquellos miembros de buena voluntad que quieran practicar la Tradición de sus tierras y de sus propios linajes.

¿Con qué frecuencia se realizarán las actividades en el Templo?

La estructura es nueva hoy, pero brindaremos un desarrollo regular de actividades, al igual que en el Templo de Júpiter. Ciertamente, los primeros ritos abiertos al público se llevarán a cabo a partir de septiembre.

Actualmente ya es posible contactar reuniones de solicitud con cita previa para visitar el Templo y profundizar en las actividades de culto y cultura de nuestra asociación. Simplemente escriba un correo electrónico a info@tradizioneromana.org . Para conocer las actividades programadas, consultar de vez en cuando, la página de eventos en el sitio web www.tradizioneromana.org o la página oficial de Facebook de la Asociación de Pietas Tradicionales https://www.facebook.com/AssociazioneTradizioneromana

Agradecemos al presidente Barberá por el tiempo concedido y a la Asociación Pietas por su trabajo.Nuevos lugares de luz antigua están ahora presentes en Italia.

  1. 25/8/2018

Templo de Júpiter, erigido en Roma

Noticias internacionales: Templo de Júpiter, erigido en Roma

 

El 10 de mayo MMDCCLXX, año de la fundación del Urbe (2017 de la era moderna) el Templo de Júpiter, erigido por la Associazione Tradizionale Pietas en Roma (Asociación Tradicional Pietas), se termina en su geometría. Ahora comenzará el trabajo de decoración, pero el Templo ya está activo.

Fue anunciado por el Presidente de la Asociación Tradicional Pietas Giuseppe Barbera.

Construido alrededor de un área dedicada en septiembre de 2012 por Giuseppe Barbera siguiendo un voto recibido, la primera piedra del Templo se colocó el 13 de julio de 2013. Desde entonces, Pietas ha operado para su construcción. Es el resultado de un viaje iniciado en 1961, cuando Gianfranco Barbera hizo una máscara de Júpiter en terracota que un día se habría exhibido en ese Templo: este día es hoy gracias a él.

Consagrado a Júpiter Optimum et Maximum, el Templo está diseñado para albergar en su celda los altares de Júpiter, Juno y Minerva. El Templo es un tetrastilo in antis en estilo Corintio, el podio ha sido realizado con bloques de toba de la Magna Grecia, zona de nacimiento y desarrollo de la Asociación Pietas. La trabeación acogerá los frisos necesarios, útiles para representar los elementos esenciales para el desarrollo espiritual del ser humano. En lo profundo de las verdes colinas, forma parte del pequeño Santuario Romano levantado por Pietas desde diciembre de 2012 con la consagración de Aedes Romae Pietatis, el Templo del hipogeo, distilado en antis, el centro de los misterios romanos aplicados, claramente deducidos de la interpretación de las obras de Virgilio.

Ningún elemento dentro de este Santuario se deja al azar: cada elemento está dispuesto con lógica y conciencia, para convertir una simple visita al lugar en un camino expresivo hacia los fundamentos espirituales del mundo clásico. La presidencia de Pietas está organizando el calendario operativo del Santuario, con el fin de inaugurar el Templo al público y completar sus funciones; sin embargo, ya está activo para los miembros de la Asociación.

En el Sanctuarium Pietatis habrá Templos, quioscos y espacios dedicados a actividades educativas. Se iniciarán cursos educativos sobre la Tradición romana y el mundo clásico; incluso será posible seguir el camino del culto doméstico y/o, para los más merecedores y dispuestos, se pondrán a disposición caminos sacerdotales, que parten de los misterios de Saturno y continúan según las tendencias personales.

El Santuario tendrá horarios de apertura al público y será posible visitarlo libremente. Es posible llevar devociones personale a los Dioses, liberarse de los propios votos, pedir deseos y oráculos y ofrecer asistencia espiritual a quienes la demanden. Hoy en Roma hay un lugar de culto romano donde se puede practicar libremente el amor por los Dioses.

Muchos lo han llamado “el primer Templo romano en Roma” después de siglos de mentes oscurecidas, como Júpiter es el Dios del cielo brillante, el Dios en el que se manifiesta la luz intelectual, le hemos dedicado el Templo erigido y abierto por el bien de la humanidad.

A los hombres virtuosos y de buenas intenciones les pedimos ayuda para el crecimiento del Santuario de la diosa Pietas, del Templo de Júpiter y para la difusión de los saludables valores de la Romanitas y el culto clásico. Quienes quieran ayudarnos materialmente y quienes quieran financiar la compra de los materiales necesarios para el desarrollo del Templo y los periódicos dedicados a los Dioses pueden escribirnos a info@tradizioneromana.org

Gracias a todas las personas que nos ayudaron, a quienes continúan haciéndolo y a quienes lo harán en el futuro: ¡este es su Templo!

(artículo publicado en Ereticamente el 20 de mayo de 2017)

Discorso di fine anno 2773 aVc

DISCORSO DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE TRADIZIONALE PIETAS GIUSEPPE BARBERA
31 DICEMBRE 2020 ALLE ORE 23:15

https://www.facebook.com/AssociazioneTradizionalePietas/videos/132672535242196/?app=fbl

Buonasera a tutti, amici, soci e membri dell’Associazione Tradizionale Pietas.
Grazie per essere presenti e per seguire, come sempre, questo momento che oramai ci unisce nell’ultimo giorno dell’anno che è quello del discorso di chiusura; chiusura di un ciclo e di apertura di un nuovo ciclo come regolarmente avviene. Come oramai da alcuni anni è uso, su richiesta di diversi soci dell’associazione di effettuare questo incontro. Quest’anno abbiamo addirittura deciso di proiettarlo direttamente in diretta, così da sentirci tutti quanti vicini, nonostante la distanza, nonostante le distanze imposte oltretutto dai decreti attuali, ma comunque siamo vicini nel cuore e questo lo sappiamo sempre in ogni momento e in tutti i giorni, ma quest’anno siamo vicini aiutandoci con il mezzo telematico.
È stato per Pietas un anno molto importante, un anno nel quale si sono svolte diverse attività. Purtroppo quello che è stato l’improvviso giungere del COVID, certamente, ha rallentato, ma nonostante ciò siamo riusciti ad andare avanti, nonostante ciò siamo riusciti ad intrattenerci, ad esempio il 21 aprile abbiamo festeggiato i Natali di Roma, non solo con le attività rituali, ma anche con la consueta conferenza, per l’occorrenza del momento della rievocazione del compleanno della nostra amata URBE, siamo riusciti a svolgere una conferenza di stampo internazionale direttamente online. Dico di stampo internazionale perché abbiamo avuto tantissimi soci che ci hanno seguito dall’estero, abbiamo avuto relatori che hanno partecipato dall’estero e che tessono cono noi delle relazioni durature e continuative.
Senza ombra di dubbio l’anno 2773 a.v.c. si è aperto a gennaio con un evento veramente profondo ed importante, poiché con i nostri fratelli greci di Thyrsos, di fratelli di gentili ellenici, che come noi seguono il culto degli antichi dèi, ci siamo incontrati in Rimini e abbiamo esaudito il desiderio di un nostro vecchio amico, oltretutto fondatore dei gruppi ellenici attualmente esistenti che era Vlassis Rassias, il cui desiderio era quello di visitare la tomba di Giorgio Gemisto Pletone e svolgere presso di essa delle onorificenze sacrali all’anima e allo spirito di questo uomo che per noi è un DIVUS, ossia una persona realizzatasi; e come tradizione romana, i buoni che trapassano siano considerati Divi.
Questo Giorgio Gemisto Pletone nel Rinascimento fu un personaggio importante, una persona che riuscì persino a coinvolgere delle frange ecclesiastiche guidate da cardinali, da persone di uno spessore importantissimo, riuscì a coinvolgerle nella ricostruzione della tradizione gentile. Quindi spinse ad una rinascita di una gentilità, ad una rinascita della tradizione, sostenendo che la società del futuro sarebbe ritornata per forza di cose, sul culto degli dèi. Le sue previsioni, a nostro parere, sono azzeccatissime e non a caso abbiamo anche coinvolto Riccardo Campa, docente a Cracovia in sociologia, che studia la società del futuro e anche egli sostiene che oramai già si è avviato il processo di ritorno al culto degli dèi.
L’incontro con i nostri fratelli greci a Rimini è stato bellissimo, profondissimo, siamo stati numerosi, abbiamo svolto questa occasione di rito, di incontro e di contatto con questa figura fondamentale del rinascimento italiano, che è il punto di partenza tanto per loro quanto per noi. Quindi il trait d’union nell’era moderna tra religione greca e quella romana è proprio lui Giorgio Gemisto Pletone, neoplatonico di eccezionali visioni, e che a chiunque invito ad approfondire.
Successivamente, subito abbiamo iniziato a fare eventi, incontri e c’è stata poi la presentazione della rivista Pietas, “l’orfismo nei Nebrodi”, un numero fondamentale, perché è un numero nel quale noi abbiamo cominciato a mappare tutti i riti tradizionali antichi sopravvissuti in Italia a livello locale nelle diverse regioni e il coinvolgimento e la partecipazione di Pietas con questi riti con le comunità chiaramente da avvio ad una presa di coscienza fondamentale per un ritorno ad una gentilità in epoca moderna. Questo è stato un evento di grande successo e certamente è una grande opera quella che l’Associazione Tradizionale Pietas sta svolgendo di verificare, analizzare, ridurre e quindi in fine mappare ciò che è sopravvissuto dal mondo antico guardando oggi su tutto il territorio nazionale per dimostrare che la nostra tradizione non è una tradizionale morta, ma è una tradizione vivente. Quindi anche in ciò il 2020 dell’e.v. è stato un anno con noi generoso, purtroppo non possiamo dire lo stesso per il resto dell’umanità che sta subendo questa terribile pandemia, che sta mettendo in ginocchio la morale, l’etica, i rapporti sociali e i rapporti umani.
Ed ecco che qui giunge la necessità di fare capolinea ad un punto fondamentale che è al ritorno della religione dei padri; e dunque nonostante le difficoltà date dall’avanzare di questo morbo malvagio, noi siamo riusciti a fondare nuovi Templi; abbiamo concluso un tempietto dedicato al dio Marte, abbiamo dedicato un tempietto alla Ninfa Egeria, ninfa di salute, che in questo momento particolare noi tutti gentili preghiamo e veneriamo affinché ci aiuti nel superamento del morbo e ad oggi della nostra comunità nessuno è stato sconfitto dal morbo, ma anzi quando ne è stato toccato con grande successo ha superato la malattia ed è ritornato alla normalità.
Oltre alla Ninfa Egeria abbiamo avuto poi un importantissimo evento, la costruzione del tempio di Apollo in Sicilia. La Sicilia è una terra ricchissima culturalmente; è una terra magica, la sua forma triangolare non è casuale, la presenza dell’Etna e dell’isola di Vulcano sono un indice di energie sotterranee che escono manifeste al mondo. L’isola di Sicilia è a nostro parere un punto nevralgico e fondamentale per il Mediterraneo; lì, ecco che sorge il tempio dedicato al dio Apollo che ha attirato attenzioni da tutto il mondo, abbiamo ricevuto complimenti da tantissimi gruppi che ci seguono; abbiamo ricevuto un incremento delle persone che seguono l’Associazione Tradizionale Pietas, abbiamo ottenuto una crescita delle nostre comunità locali in Sicilia, le quali stanno continuando a svilupparsi, le quali presto avranno ulteriori templi, uno per ogni città, dove queste comunità sono presenti.
Dunque, di fronte, alla nascita e all’erezione di templi, di fronte al ritorno sul culto antico, di fronte all’aumentare degli adepti della tradizione romana, di fronte all’incremento del numero dei soci dell’Associazione Tradizionale Pietas, di fronte all’instaurarsi sempre più stretto di gruppi stranieri che si occupano di tradizione gentile, di fronte a tutto ciò, abbiamo deciso di portare a compimento tutto quello che era già un progetto passato, ossia, la fondazione di un ente giuridico istituzionalmente valido, per poter relazionare la nostra comunità con le istituzioni. E dunque è stato fondato l’Ente Religioso “Pietas Comunità Gentile”.
Oggi finalmente la comunità gentile si trova raccolta attorno ad una bandiera, si trova raccolta attorno ad un ideale ed è molto coesa e molto unita. Generalmente è facile he tra la decisione di un direttivo e ad un’ampia assemblea di soci ci siano delle resistenze e invece nel nostro caso è stato eccezionale, che una volta nominato il pontefice dell’ente da parte del direttivo dell’ente medesimo, il pontefice ha convocato la comunità, la quale ha espresso, tramite membri che erano presenti nella riunione telematica della comunità, ha espresso piena approvazione a quella che è stata la scelta del direttivo. Quindi la comunità nasce molto bene, perché nasce salda, nasce coesa, nasce con dei punti di riferimento unanimemente riconosciuta dalla medesima. Questa è la nostra forza, l’unione, l’amicizia, la sincerità che ci lega nei nostri rapporti umani. Elementi che generano l’invidia di tanti, ma insomma, l’invidia è una brutta bestia e chi la coltiva non fa che distruggere sé stesso.
Per noi, invece, c’è stato un anno di meritati successi, c’è stato un anno in cui io stesso sono rimasto profondamente ammirato dal coinvolgimento di ogni membro della comunità e dunque sono felicissimo di trovarmi a rappresentare questo gruppo di persone veramente ampio. Ad oggi abbiamo raggiunto 320 soci, ad oggi abbiamo oltre 5700 persone che ci seguono con costanza sui nostri canali telematici (sul web, sul canale facebook e altrove), quindi la comunità sta camminando bene, io ne sono estremamente fiero, sono fiero di tutti voi sono soddisfatto del grande lavoro che l’Associazione Tradizionale Pietas sta svolgendo e portando avanti. Certamente c’è tanto da fare perché la comunità si sta allargando in maniera accelerata, ma confido nella compartecipazione di tutti quanti i partecipanti della medesima; già ho visto quanti si stanno adoperando nei diversi gruppi operativi che stiamo realizzando all’interno dell’associazione e continueremo a realizzare nei prossimi mesi, per cui io penso che il prossimo anno sarà un anno di ulteriori soddisfazioni. Stiamo superando un anno critico per l’intera umanità lo stiamo superando come associazione bene, perché stiamo facendo tutto quello che è in nostro potere, nei nostri limiti, per poter, insomma, portare il conforto per poter aiutare le persone ad avere la forza interiore per superare il male, dove la vera dicotomia tra bene e il male, in questo momento, deve essere individuata proprio tra malattia e salubrità.
Noi continueremo il nostro percorso, domani sarà svolto il rito presso il tempio di Giove, dedicato al dio Giano per l’apertura del nuovo anno e il pontefice della comunità, trasmetterà il suo messaggio a tutti coloro i quali seguono oggigiorno la tradizione gentile sotto la guida spirituale e le indicazioni che gli sta dando Pietas.
Noi ringraziamo tutti quanti della fiducia che state riversando nei nostri riguardi; ringraziamo tutti quanti per il supporto e siamo felici di far parte di una comunità dove tutti quanti collaboriamo per andare avanti, i risultati sono stati eccezionali. Stiamo crescendo e saranno superiori.

Buona fine dell’anno e felice anno nuovo a tutti quanti.
Grazie per essere stati presenti.
Ad majora semper.

Hymn to the Sun

On the night of December 24, we wait for the arrival of the day when the Sun will be reborn as Invictus (Undefeated)
On the morning of December 25 all Gentiles will praise the Sun.
Everyone can honor the rising star by reciting the Praise to the Sol Invictus (Undefeated Sun)

Praise to thee, oh radiant Sun winner of the cold winter, fertilizer of the cold earth, powerful, undefeated, destroyer of darkness, I pray thee!

Listen to me oh blessed one, all-seeing eternal eye, titan of golden light, Iperion, Lux coeli, by you in you generated, indefatigable, to all eyes the object of delight!

On the right thou are begetter of the aurora , on the left of the night, mitigating the seasons, dancing with quadrupets’ feet

Fine racer, sibilant, fiery, shining charioteer, Thou who direct the path by the revolutions of the infinite rhombus, Guide of the pious man to beautiful things and violent with the impious;

Thou with the golden lyre, enthralling the harmonious race of the cosmos, who indicate the good deeds, Child who nourish the seasons, Lord of the universe, flute-player, of fiery race, who turn in a circle, bringer of light, of changing forms, bringer of life, fruitful Paian, ever youthful, pristine, father of Time, immortal Zeus;

Peaceful, bright for everybody, cosmic eye who circles everywhere,

Thou who set and rise with beautiful shining rays, indicator of righteousness, lover of the rivers, master of the cosmos, protector of loyalty, ever supreme, help for all, eye of Integrity, light of life;

Oh Thou who drive the horses and with the sonorous whip guide the quadriga: listen to the prayers, and show the pleasing life to the pious initiates!

I SEGRETI DEL CIBO DELLA FESTA DEI MORTI

di Noemi Marinelli Barbera

Ogni anno, di questo periodo, tanti sono i luoghi in cui il pensiero va a chi non c’è più.

Le forzature storico religiose  hanno teso a comprimere in un unico momento una celebrazione che, nei vari posti del mondo, a seconda delle latitudini, si sarebbe vissuta nel tempo indicato dalla natura.

Le feste precolombiane dedicate ai morti ad esempio – ispiratrici degli attuali festeggiamenti mesoamericani – cadevano in estate, mentre era febbraio il tempo delle feste romane di Parentalia e Feralia.

L’esperienza del ricordo era sempre connessa a momenti in cui il buio tendeva a prevalere sulla luce, essendo il buio, a livello intuitivo, la dimensione di chi abita il regno dei morti.

Quando arriva il momento del passaggio stagionale,  le giornate si accorciano e si presenta l’occasione per il raccoglimento interiore ed esteriore (voglia di trascorrere più tempo a casa, di rientrare prima, voglia di tepore domestico).

Nel mondo antico l’uomo viveva a contatto con la natura e ne osservava i ritmi molto più di adesso, poiché da essa dipendeva la sua esistenza.

Ad oggi, sebbene sia ancora così, l’uomo moderno presume di andare per proprio conto e poter fare a meno di fermarsi e capire. Ma la forza della tradizione scorre in ognuno, malgrado il proprio livello di coscienza, e invita silentemente a perpetrare rituarie ricche di significato.

Il cibo in queste occasioni assume un potente valore magico, tantissime le ricette tramandate e preparate per i defunti: il banchetto della festa è imprescindibile, elemento di comunione e connessione tra i due regni, spesso consumato persino nei pressi del sepolcro.

Ancora oggi in India, paese tradizionale con continuità ininterrotta, dopo aver ritualizzato – e offerto cibarie, fiori e incensi sugli altari – i fedeli consumano ogni cosa entrando in comunione con il destinatario dell’offerta, sia esso un Dio, uno Spirito o un Antenato .

Allo stesso modo, nelle preparazioni per i defunti, ritornano ingredienti molto odorosi e gradevoli il cui aroma sfama i morti, poiché il profumo è nutrimento dell’invisibile, e il resto ciba i vivi, permettendo il contatto e l’unione tra i mondi.

OLTRE CHE FONTE DI SODDISFAZIONE IMMEDIATA SIA PER I MORTI CHE PER I VIVI, PER VIA DELLA LORO PIACEVOLEZZA, LE CIBARIE DEL BANCHETTO ASSOLVONO AD ULTERIORI FUNZIONI, TUTTE A VANTAGGIO DI CHI STA ONORANDO GLI ANTENATI.

L’indubbia valenza salutifera del banchetto autunnale va ricercata nelle meravigliose virtù di ciascuno dei tipici ingredienti presenti sulle tavole: ceci, zucca, castagne, mandorle, aglio, melograno, fave, fiori di sambuco, limone… tutti alimenti che depurano l’organismo e lo preparano al passaggio stagionale.

Guardando bene scopriremo che ovunque, a prescindere dai luoghi, ingredienti ricorrenti sono le spezie e soprattutto i semi (sono semi anche i legumi e la frutta secca) e l’amore è l’elemento chiave con cui preparare il tutto (il dolce pensiero per chi non c’è più e per i familiari con cui si condivide la mensa).

E allora penseremo all’analogia del seme che solo se posto nel buio della terra – sotterrato – e accudito con amore, potrà tornare un giorno a vita nuova e dare buon frutto – nel suo eterno ciclo di vita, morte apparente e rinascita -.

Portare il seme in sé per condurre in noi la sua forza, la sua intelligenza e la salubrità che ci dona, portare il seme in sé per rinnovare la certezza della vittoria della luce sul buio.

Così anche il buio diverrà momento fondamentale e sarà approcciato da ognuno con pazienza, attesa, speranza e gioia, piuttosto che nel timore.

Una piccola notazione sulle fave e le leguminose a baccello, considerate classico cibo dei morti: sono tra le uniche sementi che è possibile seminare in novembre, laddove le rigide temperature permettono solo a queste resistentissime piante di sopravvivere al gelo.

Felice festa ad ognuno.

 

Caristia e San Valentino

Il 22 febbraio nell’antica Roma si festeggiavano i Caristia, la festa dell’amor familiare e coniugale. Si trattava di una festa riguardante l’ambito privato, non quello pubblico, durante il quale i familiari si riunivano attorno il Larario per fare offerte ai Penati e banchettare assieme. Il banchetto aveva la funzione rituale di ricongiungere i familiari in caso di eventuali dissapori.

Il 13 febbraio incominciavano i Parentalia, giorni dedicati agli antenati, ai quali seguivano i Feralia del 21 ed i Carstia del 22.

Il tutto era un ciclo dedicato alla famiglia, dall’amore commemorativo per i parenti defunti a quello per i vivi. Particolarmente il 22 i coniugi festeggiavano la loro unione ed il loro legame amoroso scambiandosi doni.

Nonostante l’abolizione forzata del culto antico, l’uso popolare dello scambio di doni tra coniugi rimase, in particolar modo tra gli innamorati che, il 14 febbraio, all’inizio delle antiche feste dedicate all’amore familiare, ancora oggi si scambiano doni.

L’appello del presidente

Carissimi Amici e Soci Pietas,

​Come potete vedere dalla presente immagine stiamo lavorando per portare a compimento il tempio di Giove in costruzione presso la nostra sede, così da avere un luogo fisico fisso ove compiere i riti associativi in relazione al calendario. Non solo! In prossimità del tempio stiamo realizzado un’aula dedicata a Minerva dove svolgere incontri associativi e corsi di formazione sul culto classico e sulle materie sacerdotali antiche aperti ai nostri soci. Necessitiamo di fondi e l’unica forma di autofinanziamento concreta, per la Pietas, è il tesseramento. Ivitiamo tutti i soci e amici Pietas a tesserarsi o a rinnovare la loro iscrizione a Pietas per consentirci di raccogliere il denaro necessario a completare queste nostre prime opere. Chi potesse farlo entro fine mese ci darebbe il tempo sufficiente a provare a completare i lavori entro il solstizio d’inverno, momento di rinascita del Sole che noi tutti festeggiamo e che sarebbe ideale per la consacrazione del tempio. Alcuni di voi hanno già rinnovato la tessera e ve ne siamo profondamente grati. Chi dovesse ricevere ancora uno o più numeri della rivista non deve preoccuparsi. essi si andranno ad aggiungere ai numeri che dovranno ricevere i soci che effettueranno la tessera con abbonamento a quattro numeri.

Chi avesse modo può fare una donazione oltre alla tessera, ognuno comunque può tesserarsi secondo le proprie capacità economiche (sono previste tessere da 5€, oppure 10 €, 25, 45, 50, 60, 100). Per rinnovare l’iscrizione a Pietas è sufficiente compilare il modulo presente sulla pagina del nostro sito:  http://tradizioneromana.org/iscrizioni.html

Ringraziamo tutti della vostra disponibilità. Raccolti i fondi vi terremo aggiornati sui tempi dei lavori e comunicheremo le prossime attività in programmazione per il mese di dicembre.

Ad majora Semper,

l’Associazione Tradizionale Pietas

il presidente
Giuseppe Barbera

Mundus Patet 2767! S’è fatto bene a “conferenziare”?

mundus“Qualcuno” sostiene che “il Mundus Patet non sia giornata adatta ad un incontro culturale, perchè per i Romani in quel giorno non si dovesse fare nulla di rituale e importante”.   Tale definizione è sbagliata, faziosa,  perché nella realtà dei fatti l’apertura del Mundus è un gesto rituale, ed a quella apertura si compiono offerte di primizie, riti che lo stesso Romolo inaugurò. Quindi certi riti si fanno, anzi è obbligatorio compierli! Semmai nei giorni di Mundus era cosa buona evitare di dedicarsi a determinate opere per dare a quella giornata il giusto valore. Un po’ viene a mente il detto popolare “di Venere e di Marte né si sposa, né si parte né s’inizia l’arte”, difatti le proibizioni vigenti consistevano nel non attacar battaglia, non fare leva, non si convocava il popolo a votare, non si operava nella pubblica amministrazione (gli uffici restavano chiusi), non si salpava e né si contraeva matrimonio (Macr. Sat. 1, 16, 16). Il divieto a compiere atti pubblici in quei giorni era perchè i romani riflettessero sull’importanza misterica di tale festa. L’esecuzione di adeguai riti della giornata (apertura del mundus, formule ed offerte, relativa chiusura rituale ad un determinato orario) era un obbligo per i sacerdoti e magistrati adibiti ai compiti, talmente importanti che il resto delle attività cultuali restavano ferme per evitare che questi riti “occulti” venissero tralasciati. In questa giornata i sacerdoti compivano riti per aprire la “connessione” tra i “mondi”. Essendo il dies mundi Cereris era doveroso, da parte dei gentili, compiere determinati riti. Chi non conosce codesti riti non deve neppure provare ad emulare, o imitare o parodiare, perché essi sono di tale potenza che porterebbero sciagura a chi s’approcciasse a farli inconsciamente. Nella pratica romana è infatti fondamentale la “coscienza” di ciò che si compie ritualmente. Mai operi chi è nel dubbio, altrimenti la sua arroganza e presunzione, nei confronti del rito, saranno la sua rovina. Per realizzare un mundus e compiere i “dovuti” gesti rituali, bisogna avere a fondo intuito il significato misterico del rito ed averlo ricevuto legittimamente. L’incontrarsi, dopo 2000 anni, in un giorno di Mundus e compiere una conferenza sulla Romanità è una cosa corretta, perchè essa non è un’attività lavorativa ma un gesto che è finalizzato ad aprire quella fossa di contatto con un mondo occulto. Questo occulto mondo misterico della Tradizione, nel giusto tempo calendariale, deve tornare a congiungersi col mondo dei vivi praticanti. La conferenza dell’8 novembre 2014 e.v. è stato un gesto analogico al rito del Mundus Patet, giorno in cui “tutti i mondientrano in contatto, dunque giornata adattissima allo studio piuttosto che al far leva, o atti d’ufficio, o matrimoni, o guerre o riti pubblici. Ci si è mossi nel pieno rispetto dei precetti patrii: quell’8 novembre 2767 diversi gruppi di Tradizione si sono incontrati pacificamente senza sigillare il ben che minimo accordo, senza farsi o dichiararsi guerra, ma semplicemente ogni relatore ha esposto le sue idee sul “contatto” tra dimensione umana e dimensioni divine. Nulla di più appropriato! Gli stessi organizzatori dell’evento (la redazione di ereticamente.net) non avevano ragionato su tutto ciò, hanno semplicemente agito e Pietas ha aderito volentieri ad un atto così profondo che solo i Numi potevano esserne stati ideatori, utilizzando, come al loro solito, gli uomini.  Chi è rimasto a casa a leggere un libro sui miti, magari anche fumando un buon sigaro e sorseggiando un buon vino, è stato pio. Chi è venuto alla conferenza, per avere informazioni che lo aiutassero a riflettere sui misteri della romanità, è stato pio. Chi, in malafede, l’8 novembre 2014 avesse fatto un giro di telefonate per raccogliere accoliti alla detrazione di tale evento, avrebbe violato la prescrizione dei padri a “non far leva”. Chi, quell’8 novembre, avesse mosso parole polemiche per far guerra a qualsivoglia gruppo, avrebbe violato le norme dei padri.
Dunque chi sostiene che la prescrizione dei padri fosse di non far nulla, ma allo stesso tempo solleva polemiche, interpreta male e viola una chiarissima prescrizione pontificale espressa nella Kalendarium.
Chi non ha compreso il significato misterico del rito del Mundus non può riconoscere quali siano le azioni analogicamente più corrette in riferimento a quel rito; chi invece ha inteso l’importantissimo arcano, chpietas 11 rivistee si cela dietro il gesto di tale rito, bene comprende che solo i Numi della Tradizione Patria potevano ispirare gli uomini ad incontrarsi in un giorno di Mundus per favorire l’incontro di forze provenienti dai diversi mondi. E quest’azione di conciliazione ha mondato le impurità di ogni cattivo pensiero reciproco. Ed è proprio in un giorno di Mundus che tante cose, che erano dubbie ed occulte, son venute alla Le vie al SacroLuce. Ringraziamo tutti i relatori e gruppi che hanno preso parte all’evento. Per gli studiosi curiosi di conoscere quale “parte di sapere” sia venuta alla luce nel mundus dell’8 novembre MMDCCLXVII sono disponibili gli Atti del Convegno “Le Vie al Sacro della Tradizione Classica”. Per ordinarli scrivere a info@tradizioneromana.org